Michel Le Goff
SANTO FICARA, FLORENCE



 


Liszt :Via Crucis 2000
acrylic on canvas 89 x 116 cm

Non è possibile descrivere il moto delle particelle di un gas o fare previsioni meterologiche attraverso equazioni lineari, applicando cioè a questi sistemi un rigido schema deterministico. Il battito d’ali di una farfalla a Pechino, come voleva Edward Lorenz, può causare una tempesta a New York. Questi concetti si ritrovano anche nelle immagini dipinte da Michel Le Goff. I suoi tracciati involuti e ramificati sembrano seguire itinerari indeterminati ed eccentrici, addensandosi e dipanandosi intorno ad invisibili attrattori. Questi nastri intrecciati tornano però sempre al putno di partneza, come a sottolineare il fatto che lo spazio del dipinto è un sistema chiuso e circoscritto. Un effetto simile a Tobey o Pollock. Qui però la rete di segni che riempie la tela sembra imitare la crescita organica e stratificata di un sistema neurale. Un universo ellittico e sinuoso in cui è la curva a dominare nelle sue infinite permutazioni, muovendosi con fluidità estrema ma al tempo stesso descrivendone i livelli più infinitesimali. La curva per Le Goff “regola l’Universo” e la sua presenza diventa paradigma stesso della bellezza. La curva, come dichiara l’artista al curatore della mostra Gianni Pozzi, è il principio all’origine del mondo della vita e si contrappone all’universo geometrico dei cristalli. Così oltre che su quello scientifico e visivo è possibile stabilire connessioni anche con la fluidità della musica che, per l’artista francese, si rivela una fonte inesauribile d’ispirazione. 

Matteo Chini


  

© Copyright Flash Art
Back to LeGoff.com